1_maggio.html
 
 

Attraverso le pagine dell’Unità dell’epoca possiamo ricostruire i fatti accaduti ad Heysel e scoprire una testimonianza sugli ultimi attimi di vita di Claudio Zavaroni non riportata in altri giornali.

Con questo viaggio nel tempo ci è offerta anche la possibilità di riscoprire il nostro passato collettivo, rileggendo quel che stava accadendo in Italia nel 1985 per riflettere sul nostro presente e per capire che un’epoca si stava chiudendo ed un’altra si stava aprendo.

L’assurdo destino che ha tolto la vita a Claudio è stato sentito e vissuto per tutti questi anni dagli amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, come una ingiustizia maligna e beffarda che si è abbattuta contro una persona che nulla c’entrava con quel mondo del calcio dove ha incontrato la morte. Nell’intimo è stato mantenuto irrisolto un sentimento ed un dolore sordo, tanto più attonito quanto più si considera la distanza incolmabile fra il modo di essere e di concepire la vita di Claudio rispetto al mondo alienato delle tifoserie violente o anche rispetto a quello affaristico del calcio spettacolo.

Due stili di vita agli antipodi che percorrono strade divergenti, che mai si sarebbero incontrate, che mai avrebbero dovuto incrociarsi.

La rilettura di quegli accadimenti dà invece un senso diverso alla sua morte, ce ne spiega il nesso rendendola ora meno fatale e rischiarando il taciturno oblio coltivato da ciascuno.

Quel fenomeno che si è manifestato contro Claudio, aggredendolo nella sua esplosione più violenta, è esattamente il prodotto di una società malata che Claudio conosceva e che aveva cercato di cambiare, con la sua attività politica di studente allo Zanelli, con la sua missione di fotografo che ricerca e documenta per rendere il mondo più consapevole di sé, con la ricostruzione antropologica della cultura contadina e del paesaggio rurale e naturale. 

Con la sua vita così forte e ricca di spirito positivo, con la rete di interessi e amicizie sempre viva, feconda, allegra.

Con il suo approccio generoso alla vita e agli altri che lo ha portato, fra i pochi, a fronteggiare come poteva, ma coerentemente, una situazione di follia collettiva dalla quale poi non ha trovato scampo.

Per noi sopravvissuti al tempo che è gli è seguito, la morte di Claudio ha rappresentato la morte di un pezzo di noi, la parte migliore, ed anche la parte migliore di questa tribolata società, sempre a rischio di regressione e di perdita di coscienza civile a causa del disamore, dell’ignoranza, della dimenticanza.

Riacquistare memoria su Claudio è anche recuperare memoria collettiva, è tenere in vita e non disperdere l’intelligenza e l’esperienza investita da generazioni di persone, custodendone il valore sempre attuale e vitale.

1985: la fine di un’epoca

ALLARGAhttp://homepage.mac.com/giannimarconi/articoli%20claudio/_08U0084%20-%20Version%202.jpg
29 maggio29_maggio.html
30 maggio30_maggio.html
31 maggio31_maggio.html
1 giugno1_giugno.html
2 giugno2_giugno.html
3 giugno3_giugno.html
4 giugno4_giugno.html
5 giugno5_giugno.html
6 giugno6_giugno.html
7 giugno7_giugno.html
8 giugno8_giugno.html
9 giugno9_giugno.html
10 giugno10_giugno.html
1_maggio.html
1 maggio1_maggio.html
11 giugno10_giugno.html