Forever Young
Il mondo cambia o semplicemente chiude?
E’ un dubbio che sfiora il presagio, in questi tempi dall’umore basso.
Il Cantastorie purtroppo chiude, dopo 49 anni di onorato servizio alla tradizione popolare.
Giorgio Vezzani e la sua associazione culturale “Il Treppio” hanno pubblicato l’ultimo numero, il 78°, acquistabile alla Libreria del Teatro a Reggio.
All’interno, una gradita sorpresa: un intero articolo dedicato alla epopea della piva dal carner approdata su questo blog.
Vezzani si è divertito nello scrivere questo pezzo, canzonando tutti un po’, piva compresa.
Ha fatto di più: si è smascherato da solo citando alcune questioni quasi “dileggianti” comparse in modo anonimo fra i commenti.
Ci sta, lui lo può fare, può lasciarsi andare in una sfrontata presa in giro di questo strumento e dei suoi cultori, perché 49 anni di onorato servizio alla tradizione popolare qualche gallone gliel’hanno conferito.
Onore delle armi, Maestro.




bravo gianni, sei riuscito a trasformare il “nulla archeologico” in più di 100 suonatori di piva vissuti in carne ed ossa, in 16 pive reperite, in una mole enorme di testimonianze sui “portatori”…miracoloso…hai provocato 428, anzi 427, interventi in un favoloso blog in cui con diversi accenti si è parlato con affetto per la piva…ancora bravo
Questa mattina ho comprato il cantastorie:ma sarà veramente l’ultimo numero? Naturalmente ho letto subito l’articolo su blog e piva.
Vorrei chiedere al sig. G.V. cos’è questa “pivetta”?
Ce ne vuole della fantasia per dire che nel blog si è divagato sul “nulla archeologico”.
Il titolo è basato su un evidente giochetto di parole:il carner inteso come qualcosa che non è un otre, come si dice nella montagna modenese. Ma dove è scritto che è esistita una piva “reggiana”?
nel blog mi pare non sia detto che è esistita una piva reggianaa…almeno in tempi recenti….c’era di passaggio.
Caro Gianni Marconi, scusandomi per il ritardo, ringrazio per lo spazio dedicato all’ultimo numero del “Cantastorie”. E’ in preparazione l’indice di tutti i numeri pubblicati dal 1963 al 2011.
Penso che “Il Treppo” continuerà grazie anche all’impegno e con la guida degli altri amici che hanno contribuito alla nascita dell’associazione.
Non mi ritengo un “Maestro”, ma soltanto un giornalista a tutti gli effetti(anche se ho fatto parte di quello che chiamo il “ghetto” dell’Elenco Speciale annesso all’Albo dei Giornalisti dell’Emilia Romagna) che ha cercato di documentare e far conoscere alcuni aspetti dello spettacolo popolare, cantastorie, rappresentazioni del Maggio, teatro dei burattini.
Mi “tocca” di fare alcune precisazioni/considerazioni su quanto pubblicato nel Blog.
Non mi sono “smascherato da solo” in quanto questo è il mio primo intervento nel Blog come può verificare il Master Web (si può dire così?) Gianni Marconi.
Ho solamemnte letto con attenzione e interesse tutti i 428 post, cioè “responses alla Libreria del Teatro” (e non 427 come afferma “orso bruno” che deve essere in letargo in questo periodo come tutti gli altri “colleghi” orsi non ricercatori).
Certamente ho fatto un po’ di ironia, in modo più o meno sfrontato. Chissà perché sono così noiosi certi ricercatori seriosi (o seriali)? Suonare, costruire o studiare uno strumento come la piva non dovrebbe dare allegria? Inoltre ho fatto qualche battuta anche su di me: basta leggere la didascalia alla “fotografia” di Garilli!
Nella nota ho scritto: “NO BLOG?… NO PIVA!” Mi sembra che questa affermazione sia la migliore considerazione dell’importanza del Blog, senza il quale la piva non avrebbe mai avuto tutta questa risonanza.
Ringrazio Francesco Munarini per l’acquisto della rivista sperando che abbia trovato un omaggio di suo gradimento. Infatti è previsto un omaggio per ogni copia della rivista (libri, audiocassette, dischi in vinile).
Infine la “pivetta”: forse qualcuno ha voluto mettere alla prova la conoscenza dei ricercatori riguardo la cultura popolare, magari con un po’ di provocazione… Infatti, come è scritto anche in Internet, la pivetta è uno strumento di latta o di osso composto da due lamine, posto in fondo al palato, che permette di ottenere una voce stridula, usato dai burattinai, soprattutto quelli napoletani, quando interpretano il personaggio di Pulcinella.
Di nuovo grazie per l’attenzione e un saluto a tutti.
Giorgio Vezzani
Grazie per l’attenzione Giorgio. Ho preso anche il CD omaggio su Fioroni che avevo visto alcune estati orsono nella carbonaia a Costabona. Ottimo.
Immaginavo che la pivetta fosse un aggeggio simile a tanti altri “sonini” privi di otre. Sul significato modenese del carner se ne era parlato nel blog.
Buone cose.
Non potresti pubblicarlo per intero e leggibile questo articolo?
Meglio di no, altrimenti rubiamo gli acquirenti del Cantastorie.
Grazie gentile Giorgio Vezzani del suo passaggio sul blog, mi fa piacere annoverarla fra chi ha lasciato traccia qui.
E le consiglio di rimanere sintonizzato, non si sa mai… ho sentito che stanno preparando una uscita epica di materiale inedito sulla piva, vuoi mai che qualcosa cada anche qui?
Non mi chieda di più, potrebbe essere il gruppo di Vetro piuttosto che Biella o Grulli… chissà.
io non lo so… in ogni caso non su questo articolo….
sono invece d’accordo con damiano…un pezzo di g.v. che ha fatto scatenare questi interventi dovrebbe essere conosciuto…credo che giorgio, ne approfitto per salutarlo, non abbia problemi….
Per quanto riguarda la pubblicazione dell’articolo lasciamo che sia Giorgio Vezzani ad esprimersi, per quanto riguarda l’uscita epica di materiale sulla piva potrebbe essere una sorpresa inaspettata, di un nuovo ricercatore sulla materia…
A tempo debito!
Sarebbe auspicabile a questo punto un’antologia, a più voci o a più mani, dedicata alle grandi famiglie della piva e delle sue sorelle e sorellastre e fratelli, magari con un’appendice con tutti i 428 post del blog.
Forse potrebbe sorgere una specie di “jus prima piva” reclamato da qualche ricercatore…
E per gli “omissis” (“bel” termine burocratico), bisogna proprio aspettare che diventino ex? Penso che a qualsiasi artista popolare (che non è solo un “portatore”) farebbe piacere essere ricordato da vivo in qualsiasi pubblicazione!
L’articolo “incriminato” del “Cantastorie”:
“La piva reggiana dal carner al blog.
Non si sa se quanto sia stata occasionale la citazione “antiga damànd la piva dal carner” riferita alla Libreria del Teatro di Nino Nasi con la quale Gianni Marconi ha aperto il suo blog, oppure volutamente lanciata con la collaborazione di qualche “ignoto” (che certamente potrebbe essere facilmente identificabile leggendo i 428 post del blog che ora sembra essersi chiuso forse in attesa di nuovi input). Gianni Marconi, geniale fomentatore del nulla archeologico nato sulla leggenda della reggiana piva dal carner, approfittando della cortese collaborazione di Patty Nasi, con il suo blog ha raccolto una ricca e variegata antologia di post con domande, ipotesi di lavoro, esperienze di ricercatori, di cultori, studiosi, curiosi, aspiranti ricercatori, costruttori e suonatori, con dotte disquisizioni su bordoni, chanter, ance semplici e doppie, baghet e baghecc, intonazione, diteggiatura, cannelli, quotazioni e quant’altro nato dalla fantasia dei posters (intesi come autori dei post). Qualcuno (forse un provocatore?) ha segnalato l’esistenza in Campania di una piva piccolissima, chiamata “pivetta”: nessuno però ne ha approfittato per chiedere ulteriori informazioni!
E ora il blog ha chiuso i battenti e così la cara e vecchia piva di origine reggiana ha felicemente (?) terminato il suo viaggio mediatico, dopo aver navigato tra centinaia di post in una specie di acquario virtuale, tra innumerevoli pareri, ipotesi, fantasie e leggende, nel quale si sono trovati a pescare e a gettare mangime, curiosi, ricercatori alle perenne ricerca di “portatori”, studiosi di provate esperienze e capacità, improvvisati estimatori della piva e delle sue numerose sorelle e fratelli, cultori di bibliografie, di biografie di suonatori e di immaginari reperti archeologici.
No Blog…? No Piva!”
E questa è la didascalia della fotografia:
“Luigi Garilli (1875-1974), avvolto nella nebbia (non solo della memoria…), “indossa” di buon grado, ancora una volta (forse l’ultima?) la sua piva per essere ritratto in una immagine (certamente autentica) e per mostrarla a uno sconosciuto e sprovveduto visitatore. (Mareto di Farini d’Olmo, Piacenza, 31-7-1969)”
A questo sto rubando troppo spazio e un saluto a tutti.
Giorgio Vezzani
E bravo vezzani….
io il blog l’ho seguito, ma non ci ho capito niente. Qualcuno può dirmi dove posso trovare un libro sulla piva?
allora non c’è niente da fare….
ps. incuriosito sono andato in google ed ho cercato “gengia”
gengia = matta, falsa. Lo sapevo già.
… sono andato in google, e ho scoperto che della piva emiliana si sono occupati in tanti. Come nel sito appennino4p:
http://www.appennino4p.it/piva
dialetto bergamasco vero?
noi in Franciacorta la chiamiamo così, probabile che a Bergamo sia uguale. Viene dall’ippocastano che non è un castagno, non si mangia perchè è falsa, non è un frutto.
Per usanza ne teniamo tre in tasca, contro il raffreddore… non so se funziona, ma male non fanno
Benvenuto Castagna Gengia. Ci tengo a salutarla perché non vorrei che questo blog passasse per un posto inospitale e discriminante.
Non abbiamo niente contro bresciani o bergamaschi, per quanto io personalmente mi diverta a volte a rifarne il verso “Uh Uh”. Ma è un peccato veniale per pura voglia di scherzare.
Immagino che il signor Orso Bruno, col suo ruvido modo di fare emiliano, intraveda in lei un altro caro blogghista che da qualche tempo non ci frequenta più, il signor Biella che se non sbaglio è di quelle parti.
Ci dica se ha affinità o anche solo lo vede, così può portargli i miei saluti.
Spero possa trovarsi a suo agio qui.
Ci separa un fiume e non lo vedo da anni. Ma se capiterà l’occasione gli porterò i gentili omaggi.
Esco or ora dal suo sito, che vedo copioso di informazioni bibliografiche, immagini e descrizioni di pive, muse, pifferi e pive ticinesi.
http://www.baghet.it/cornamusenorditalia.html
Con alcune chicche, come quella che io immagino sia la prima volta in cui si parla del Ciocaia, nella Gazzetta di Parma del 1965, sempre che gli esperti non mi smentiscano:
http://www.baghet.it/Gazzetta%20Parma%201965%20ritagliata.jpg
Caro Gengia, aspettavo questi link da tempo, ha fatto bene a postarli, perché immagino che Biella non l’avrebbe fatto.
Così chi avrà da dire sui rilievi potrà farlo.
Un cordiale saluto.
Gianni l’articolo di dall’olio è stato ripetutamente citato, ripubblicato e ripreso innumerevoli volte dagli anni ’70…. non c’è niente da smentire…strano che gengia non si sia accorto che è già nel primo dei due link che ti ha inviato….
Sig.Gengia ne approfitto per chiederle come è venuto quest’anno il ROSSO DI FRANCIACORTA DOC. e se ha una cantina da consigliarmi
mi sto guardando il materiale del Biella, perchè si può scaricare quasi tutto, senza fatica e da casa. Ci sono la bellezza di sette disegni di pive, e che fior di disegni.
Per non parlare poi delle foto.
Do ragione a Bruno Orso, praticamente è già stato citato tutto, da anni.
Però ho visto che ci sono delle belle differenze: c’è chi la citazione la mette in fondo alla pagina, piccola e tutta sigle, e chi invece la mette in cima bella evidente, come per ringraziare chi ti ha insegnato qualcosa. Questioni di “stile”, almeno così io ho capito.
Nei disegni e nelle foto del Biella viene sempre riportata la fonte, bella evidente: è un po’ una pizza, continua a ripetersi, ma meglio tre ripetizioni in pìù che una citazione in meno.
Però così ho fatto una bella scoperta. Dal BLOG avevo capito che le pive erano “introvabili e rarissime perchè fonti di trentennali ricerche non ancora concluse”. Invece ben cinque cornamuse sono al Museo Guatelli, assieme alle schede fatte dalla dott. Ghirardini, che sono semplicemente perfette e chiare. Me le sono lette con calma e riportano tutto.
Mi sa proprio che ci andrò a fare un giro, deve essere un posto magico. Se poi metto in conto che due pive ce le ha Ettore Losini detto Bani, che a detta dei miei amici musicisti deve essere una pasta di persona sempre disposto a ciacolare, in un colpo solo mi guardo sette pive. Bella soddisfazione! Per i prossimi venti anni sono a posto.
P.S.
Probabilmente Bruno Orso è ancora in letargo. La videata dell’articolo di Dall’Olio del 1965 inserita in Appennino4p, è una pagina che i curatori di Appennino4P hanno linkato dal sito di Biella, basta guardare l’URL. Sono loro che si sono appoggiati al Biella e non il contrario. Evidentemente sono in buoni rapporti e si scambiano i dati, e così noi poveri mortali impariamo sempre cose nuove. “E ciò è cosa saggia e giusta” (dicevano)
Gia che ci sono ho guardato anche questa pagina, (che viene sempre dal sito del Biella, linkata poi anche da Appennino4p):
http://www.baghet.it/Farini.jpg
è presa da un opuscolo del Comune Farini del 1969, dove si parla del suonatore Garilli.
A me sembra interessante; c’è la biografia del suonatore e una foto del primo gennaio 1969. Non vorrei sbagliarmi, ma dovrebbe essere la prima di tutte, e anche la prima volta che si parla del Garilli.
per il Rosso di Franciacorta purtroppo ho una “rara malattia”, sono astemio… nessuno è perfetto.
Comunque si dice Franciacorta Rosso. Il Rosso di Franciacorta era il più vecchio iscritto al PCI di Paderno
mi rendo conto che per chi parte da zero tutto il deja vu è news
chiedo scusa se ho degli evidenti limiti di analisi e conoscenze, non tutti nascono imparati e poi si può anche essere giovani e inesperti, è un nostro diritto.
ecco così va bene … un po’ di autocritica fa bene …. ce n’è tanto bisogno… io la faccio sempre e non sono nato imparato …. già quella frase richiederebbe altre scuse….
a me piace imparare.
Già che siamo in tema, volevo chiederLe un parere. Nel sito del sign. Biella compare la fotografia della piva del Ferrari:
http://www.baghet.it/bacheca%20Ferrari.jpg
Secondo lei è attendibile, ce ne sono di migliori, più dettagliate, e dove posso trovarle?
Lo stesso per la foto delle ance del Ferrari:
http://www.baghet.it/ance%20Ferrari%20descrizione.jpg
Dove posso trovare qualcosa che mi spieghi meglio riguardo la loro costruzione?
io non sono esperto di ance … chiedi a biella
Signor Gengia, sono ormai 12 ore che non posta link al sito del signor Biella.
Poiché io personalmente non ho niente contro di lui, non vorrei che lei avesse inteso il contrario e avesse deciso di interromperne la propagazione.
So che lui è molto impegnato in opere di documentazione e che al suo cospetto i reggiani ci fanno magre figure.
Cosa ne dice di mandarci qualche altra news?
Orso Bruno ne sarebbe certamente felice, non faccia caso ai suoi modi burberi, in realtà è un po’ invidioso dei vostri raduni.
Ho visto che stamattina alle 9,26 Gengia chiedeva commenti sull’operato di Biella; a me sembra una cosa molto strana anche perchè la qualità del lavoro di Valter si commenta da sola. Sto seguendo il suo sito sulla piva e di cose da appuntargli ne avrei ma complessivamente mi sembra valido per far conoscere tante cose sulla piva.
Ippocastano se pensi di essere subliminale ti dico che invece sembri uno spot radiofonico, rumoroso e ripetitivo.
E poi Biella non parla della piva a Modena quindi non è un ricercatore ma solo un trascrittore di blog altrui.
Come dice Vezzani carner è un nome modenese che prova l’esistenza della piva nelle nostre montagne.
La storia è come quella del formaggio. Parma e Reggio gli danno il nome ma il più buono lo facciamo noi.
Giorgio ma chi sei? un modenese o un reggiano? stai vaneggiando o sei ubriaco?
non credo che questo blog raggiungerà i 428 commenti.
Giorgio sei una mina vagante, hai il mouse più veloce del pensiero…non tiriamo fuori ancora la storia delle pive modenesi. Facciamo invece vedere a Gengia una vera piva parmigiana, Gianni ce l’hai una bella foto?
Gent. Giorgio,
ho riguardato quanto scritto su questo articolo e non ho trovato riferimento a Modena nelle parole di Vezzani.
Forse ha confuso con la frase di Munarini “il carner inteso come qualcosa che non è un otre, come si dice nella montagna modenese”.
scusate il ritardo, stavo spalando la neve…
anche io non credo che Biella sia un ricercatore. Anzi, una volta gli ho sentito dire che è un elettricista.
Ma non credo neanche che basti il “copia incolla da altri blog” per mettere insieme tutto questo popò di materiale. Anche perchè ho vagato in internet in largo e in lungo per trovare qualcosa, e non c’è in giro nulla, il vuoto pneumatico… “provare per credere!”
Ad esempio i disegni e le foto di questa piva:
http://www.baghet.it/piva%20A%2011.jpg
http://www.baghet.it/A%2011%20disegno%20e%20conicit%C3%A0.pdf
e di questa:
http://www.baghet.it/piva%20A%2015.jpg
http://www.baghet.it/A%2015%20disegno%20e%20conicit%E0.pdf
e di questa:
http://www.baghet.it/piva%20A%2057.jpg
http://www.baghet.it/tutta%20piva%20%20A%2057%20.pdf
e di queste:
http://www.baghet.it/pive%20A%2010%20e%2016.jpg
http://www.baghet.it/A%2016%20disegno%20e%20conicit%C3%A0.pdf
http://www.baghet.it/A10%20disegno%20e%20conicit%E0.pdf
io in giro, fatti con questa qualità, non li ho mai visti.
E mi pare che ci voglia dell’impegno per farli, non basta il “copia incolla da altri blog”.
Era nei commenti di Biolchini e dello stesso “Giorgio” (che non è Giorgio Vezzani–Gianni dai conferma) nel vecchio blog.
Avanti che andòm.
Diventa faticoso parlare così…
comunque confermo che il signor Giorgio non è Giorgio Vezzani.
caro gengia … è un linguaggio che ho già sentito
bravo Orso, facciamo contento gengia dicendo ancora una volta che BIELLA è BRAVO!!!
Ciao a tutti
Ciao Damiano, vi aspetto ai CARPINI ai primi di marzo. La strada la conoscete, venite che facciamo quattro pivate. Ci saranno i soliti. Chiamerei anche l’ippocastano con un po’ di Franciacorta ma è astemio.
toc. toc.
c’è qualcuno?
Gentile Ilaria,
è ancora aperto come un tempo il blog di fuori porta,
ma la gente che ci veniva a bere, fuori o dentro è tutta morta:
qualcuno è andato per età, qualcuno perchè già dottore
e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po’ peggiore…