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Del Bue, non in nome dei reggiani

24 gennaio 2012
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Solidarietà a Giacomo Notari

La faccenda è molto seria.

Del Bue ha tenuto bordone a Tadolini e nipoti Azzolini partecipando alla presentazione del libro del primo e solidarizzando con il secondo sul proprio parente, milite della GNR ucciso dai partigiani.

Se lo fa in qualità di libero cittadino che vuole abbracciare argomenti e provocazione dei fascisti non ho niente da dire, in qualità di politico potrei addirittura sottolineare tratti che lo han sempre contraddistinto, ma non è accettabile che faccia ciò mentre è assessore del comune di Reggio Emilia, città medaglia d’oro della Resistenza.

Per due motivi: il primo riguarda il conflitto con l’onorificenza del comune che rappresenta, attraverso l’appoggio ad iniziative revansciste di stampo fascista, il secondo perché spalleggia pubblicamente due protagonisti del processo che si sta celebrando contro il presidente dell’ANPI di Reggio Giacomo Notari, denunciato da loro per aver dichiarato che Azzolini partecipò alla chiusura del cerchio su Cervarolo.

Finché veste la fascia tricolore del nostro comune non può fare questo, per incompatibilità con la lunga tradizione antifascita della città e con la maggioranza che esprime la giunta.

Se ci tiene a farlo, lo faccia da libero cittadino, senza imbarazzi di rappresentanza.

 

15 Responses to Del Bue, non in nome dei reggiani

  1. Anna Ferrari on 25 gennaio 2012 at 08:38

    Condivido in pieno le tue osservazioni.
    Le dichiarazioni di Mauro DEL BUE e le sua presenza in quanto assessore di un Comune Medaglia d’ORO della resistenza alla presentazione dell’ultimo libro di Luca Tadolini sulla RSI sono inaccettabili.
    Conoscendo e avendo letto articoli anche anni fa sul tema non mi stupisco del suo pensiero, ma oggi purtroppo per noi, rappresenta la nostra amministrazione e per ogni suo atto ne deve rendere conto.
    Ritorni un semplice cittadino, dopo di che è libero di esprimere quello che crede, ricordando che è grazie alla lotta di liberazione, ai nostri caduti che hanno dato vita per sconfiggere il fascismo che LUI può esprimersi e vivere in DEMOCRAZIA.

  2. Gianni on 25 gennaio 2012 at 09:02

    ARTICOLO GIORNALE DI REGGIO del 25-01-2012

    La mia lettera al direttore del Giornale

    Gentile Direttore,
    trovo viziata l’informazione a firma di a.z. relativamente al caso Del Bue.
    Già il titolo trasuda un atteggiamento schierato a prescindere: “L’anacronistica posizione dell’ANPI…” e poi subito all’inizio dell’articolo “Siamo nel 2012, ma per Giacomo Notari, presidente dell’ANPI, sembra di essere rimasti a 50 anni fa”.
    Cosa depreca il suo redattore, che Notari o l’ANPI si difendano dagli attacchi portati da neofascisti, da parenti di militi del GNR e buon ultimo da Del Bue? Giacomo Notari è attualmente sottoposto a processo su denuncia dei nipoti di Azzolini assistiti da Tadolini per aver detto che Azzolini partecipò alla chiusura del cerchio su Cervarolo. Si sta difendendo in dibattimento con documenti che comprovano quanto dice. Non è gradito che lo faccia?
    La notizia è un’altra, ovvero che un assessore della giunta del comune di Reggio Emilia, Mauro Del Bue, nel pieno corso del processo, appoggi Tadolini e nipoti Azzolini, organizzando incontri e rilasciando dichiarazioni pubbliche esattamente nel solco della strategia revanscista dei neofascisti, che vogliono riabilitare l’onore fascista attraverso il discredito della Resistenza. Del Bue è libero di farsi illuminare sulla via di Damasco e dire quel che vuole, ma se lo fa mentre è assessore del comune di Reggio Emilia, medaglia d’oro della Resistenza, crea imbarazzo istituzionale e politico.
    Meglio farebbe ad esternare da libero cittadino.
    Tornando al suo redattore: a cosa si riferisce con il suo tono sarcastico? Vuol lasciare intendere che l’antifascismo è anacronistico? Oppure che è sbagliato difendere la storia resistenziale? O, peggio, che gli anni trascorsi hanno dilavato le scelte, le responsabilità e le colpe? O che è moderno sostenere che tutti i gatti sono grigi?
    Più rispetto per chi ha lottato per dar vita a questa democrazia, se non è un atto dovuto è comunque segno di educazione.
    Distinti saluti,
    Gianni Marconi

  3. Max on 25 gennaio 2012 at 10:15

    D’accordo, ma anche questo triste episodio conferma la necessità di ripensare e ridiscutere temi e categorie storiografiche. Lasciare l’iniziativa agli altri produce queste cose.

  4. Gianni on 25 gennaio 2012 at 11:11

    Non lo so caro Max se un diverso approccio storiografico è in grado di fermare la pretestuosità dei neofascisti.
    E non credo neanche che ci sia un vuoto d’iniziativa da parte di Istoreco, ANPI, istituzioni. Ma anche oltre. Vedi il processo su Cervarolo. Aule di tribunale che emettono sentenze.
    Tutto quanto è sempre costantemente rimesso in discussione, relativizzato, annullato dalla MODERNA dialettica che vuole comunque colpevoli i partigiani tanto e se non più dei fascisti.
    Hai dei rimedi?
    Io no, se non quello di continuare la Resistenza attraverso l’uso continuo della memoria.

  5. Gianni on 25 gennaio 2012 at 16:47

    Sul sito di Fangareggi sono riportate nuove esternazioni di Del Bue.
    Sfrondando il “polemichese” che qualifica chi lo fa, Del Bue fa due mistificazioni di fondo.
    Mentre con la sua prima dichiarazione riportata in questo sito afferma la certa non colpevolezza di Azzolini dicendo: “”Il delitto di Pietro Azzolini di Vetto è certamente un episodio ingiustificato e ancora oscuro. Ma se ne possono citare tanti altri… ”
    ora cerca di far dimenticare la posizione di difesa trasformandosi in un ignaro passante: “Vi è un episodio, del quale molto si è parlato a Vetto, riferito all’uccisione di un medico locale, Pietro Azzolini, avvolta ancor oggi nel mistero. Non ne conosco le motivazioni e le responsabilità. Ho preso atto dell’esigenza proposta dai discendenti, presenti al dibattito, di scoprire la verità e ho garantito anche il mio impegno in questa direzione.”
    Quel che Del Bue definisce un episodio oscuro è stato rischiarato dalla recente condanna del tribunale militare dei tedeschi che compirono la strage di Cervarolo. Quel tribunale non poteva trattare la partecipazione attiva di trecento fascisti che collaborarono con i cento tedeschi.
    Cosa che per rimbalzo farà il magistrato a cui si son rivolti i nipoti di Azzolini difesi dallo storico Tadolini. Tadolini è sicuramente uno storico, ma non solo. Finge di non saperlo Del Bue? Finge di non sapere di cosa si sta parlando?

    La seconda mistificazione è mettere sullo stesso piano la sua attività politica con il suo ruolo di rappresentante di una istituzione, il comune di Reggio, premiato per la sua attività antifascista.
    Prenda atto, si dimetta, il suo schierarsi in un processo in corso è imbarazzante.
    Dopo, da uomo politico parli fin che gli pare, non creerà alcun imbarazzo a nessuno.

  6. Gianni on 26 gennaio 2012 at 13:27
  7. Riccardo on 26 gennaio 2012 at 15:24

    io non vogli entrare nemmeno marginalmente sulla questione Resistenza ecc, ecc, ho la mia idea e me la tengo. non ho grandi simpatie per Delrio, non mi piace come parla, perchè non dice nulla, ha un scarsa arte oratoria e una propositività inesistente. ma questi sono giudizi personali, ma se fossi una donna, puttosto che dargliela me la cucirei. Giudizio personale anche questo, visto il numero di figlioli che ha. Su una cosa si può per misurare la pochezza politica di Delrio e della sua giunta: in fatto che uno dei suoi assessori sia Mauro Del Bue. la storia di quest’uomo, per tutti coloro che seguono la ribalta politica da un po’ (non dico da quanto e spero mi perdonerete il vezzo), è talmente evidente che il discorso finisce qua. Del Bue non merita che qualcuino lo prenda in considerazione e stia lì a discutere se quello che dice è credibile o meno, è più che sufficente, anzi perfino troppo, dirgli va a cagare.

  8. Gianni on 26 gennaio 2012 at 16:50

    Il problema è più grande di Del Bue, invito a leggere il link sopra e anche questo qui
    http://www.24emilia.com//Sezione.jsp?titolo=Presidio%20Forza%20Nuova,%20Pighi%20si%20oppone&idSezione=33327

  9. Riccardo on 27 gennaio 2012 at 12:30

    indubbiamente qualsiasi problema è più grande di Del Bue. Il neofascismo o il neonazismo sono problemi serissimi, non da ora evidenti che hanno a che fare con tante cose, sicuramente l’ignoranza e la povertà d’animo e di portafoglio. Ilò fascismo e il nazismo sono state scorciatoie di rivalsa per coloro che si sentivano frustrati o erano disperati. Come per tutti gli animali anche per l’uomo, la situazione di disperazione è quella che lo rende più pericoloso e spietato. Su questi argomenti non bisogna far passare nulla ed il peccato più grave di berlusconi è stato quello di sdoganare il fascismo prima e il leghismo razzista dopo. Il rigurcito è però fortissimo in tutta Europa, non solo lìItalia ha partorito macchiette tragiche come berlusca, basti pensare a Putin o a qualche presidente di repubbliche baltiche o caucasiche. passare i confini verso Ungheria e limitrofi è stato un nulla.
    E’ per questo motivo che non voglio entrare in una qualsiasi discussione sulla Resistenza,che tra le persone che mi conoscono, è risaputo quale sia. in ogni caso, la Resistenza, come tutte le situazioni dove si richiedevano anche atti di violenza, è diventato, per alcuni, non per tutti, ma per alcuni si anch’essa uno spazio dove sfogare le proprie frustrazioni e dar libero sfogo all’odio e alla risoluzione di conti personali. Il revisionismo storico è stupido, è altresì vero che il non aver mai potuto serenamente affrontare il problema, ha fatto si che anche parti recuperabili della ex compagine fascista non si siano potute integrare con la giusta serenità. Il revisionismo storico è tanto stupido e controproducente quanto il voler sostenere che va bene così punto e basta. il muro contro muro ha sempre creato dei conflitti che sono degenerati. il neonazismo e il neofascismo sono anch’essi figli dell’integralismo, se non comunista, se non fascista, politico. Ci sono ancora persone, non solo ex fasciste, che aspettano chiarezza e spiegazioni. Io sono abbatsnza grande per sapere che la storia la scrivono i vincitori, con la Resistenza l’Italia s’è riscattata da una situazione penosa e che quindi la Resistenza è sacra. Ma se la mamma dei cretini è sempre incinta, vuoi proprio che in quel periodo non abbia partorito nessuno?

  10. Gianni on 27 gennaio 2012 at 14:16

    Potremmo aggiungere che non tutti gli ebrei erano brava gente, così possiamo reintegrare con la giusta serenità quei neonazisti europei con turbe affettive infantili.

    http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Primavera%20neofascista&idSezione=33313#c66123

    Quel signore che inventò “chi è senza peccato scagli la prima pietra” non lo fece mica per fare l’ennesimo condono tombale, ma per combattere l’ipocrisia.

    Riccardo, per quanto abbia capito che non era tua intenzione provocare, credo che il luogo comune di trovar difetti in ogni cosa sia usato in modo molto strumentale dai Tadolini italiani ed europei.

    Per privarci del senso delle cose.

  11. Prospero on 27 gennaio 2012 at 21:33

    Ricordo solo che il sangue dei vinti esiste solo perchè prima c’è stato il sangue dei vincitori.

  12. riccardo on 28 gennaio 2012 at 14:02

    no, non era assolutamente mia intenzione provocare, su di un argomento del genere me ne guardo bene. Però è vero che anche tra gli ebrei ci sono degli imbecilli. C’è un’enorme differenza ed è anche evidente: gli ebrei sono stati vittime e basta, i partigiani sono stati protagonisti quindi artefici di quello che hanno fatto. Nella generazione precednte la nostra, c’erano tanti e tali nervi scoperti che non si poteva chiedere nula a nessuno. La nostra generazione si può permettere, se ne ha l’intelligenza e l’integrità, di discuterne. Facendo la dovuta differenza tra le foibe e le leggi razziali.
    Il sangue dei vinti o dei vincitori non c’entra proprio un bel nulla. Nessuno di noi, nessuno, può garantire di se stesso qualora si trovasse in certe circostanze. Se dobbiamo capire da una parte, dobbiamo capire anche dall’altra.
    Con questo non c’è dubbio che Hitler e Mussolini e le loro schiere fossero dei mostri.

  13. Gianni on 28 gennaio 2012 at 15:41

    Discutere cosa?
    La storia o le violenze?
    Con quale criterio, quello di persone che si son trovate la democrazia fatta e che consacrano il rito della Resistenza con un pensiero pulito e quasi sterilizzato il 25 aprile di settant’anni dopo?
    Con la pancia piena e la testa piena di diritti?
    Allora consentimi due o tre riflessioni a caldo.
    Ma hai idea di quante esecuzioni di partigiani sono state compiute da partigiani perché il commissario politico riteneva “indegni”? E non solo partigiani semplici, anche comandanti. E anche di questo fatto, ovvero della giustizia interna, non tutto è cristallino, nel senso che alcuni non meritavano la condanna. Facio su tutti.
    Altra riflessione: ma è corretto andare a rimestare sulle violenze per tracciare una specie di uno a uno palla al centro? Fu uno scambio impari di violenze, ma non è con il bilancino di queste che andremo a dare il senso della storia e delle scelte individuali, collettive e politiche.
    Infine: ragionare in astratto è un atto di disonestà intellettuale. Stiamo parlando del capitano della GNR Azzolini che fu ucciso dai partigiani non per motivi oscuri ma perché ritenuto da loro uno dei partecipanti all’eccidio di Cervarolo, nel quale presero parte 100 tedeschi e 300 camicie nere in assetto da combattimento.
    E’ assolutamente deleterio che un assessore del Comune di Reggio partecipi ad una iniziativa organizzata dai famigliari di Azzolini e dal loro avvocato Tadolini, per di più dandogli ragione. Per un motivo molto semplice: Azzolini e Tadolini hanno denunciato Giacomo Notari presidente dell’ANPI, per loro reo di dire che Azzolini partecipò alla chiusura del cerchio su Cervarolo. Chi è quindi che non può parlare, i fascisti o un reduce partigiano che porta in processo 12 documenti testimoniali che attestano quanto ha affermato?
    Di cosa si straccia le vesti Del Bue, del fatto che Notari e l’ANPI si difendano?
    E allora, basta con questo modo di fare, è un modo di fare biasimevole perché vuole COMUNQUE addebitare colpe, genericamente e per luogo comune.
    Occorrerebbe invece un grande senso di responsabilità e l’uso delle parole con grande precisione e parsimonia.

  14. Prospero on 29 gennaio 2012 at 15:18

    Nella generazione precednte la nostra, c’erano tanti e tali nervi scoperti che non si poteva chiedere nula a nessuno. La nostra generazione si può permettere, se ne ha l’intelligenza e l’integrità, di discuterne……..

    Con chi discuterne e di che cosa ? Discuterne con Tadolini e i figli di Azzolini ? E di che cosa discutiamo della resistenza ferocie come il fascismo ? è questo che i vari Tadolni vogliono, legittimare il fascismo “nonostante” le leggi raziali, la dittatura, il carcere il confino per gli oppositori, le guerre coloniali e la guerra al fianco dei nazisti, si vuole rivisitare da parte di costoro la storia, la storia che ha condannato il Fascismo e il nazzismo. Centra Riccardo e molto “il sangue dei vinti esiste solo perchè prima c’è stato il sangue dei vincitori” La Resistenza non sarebbe mai nata senza il nazifascismo. E le guerre, anche quelle di liberazione, hanno le loro atrocità. Non è certo parlando del sangue dei vinti che si può cambiare la storia e questo è quello che tentano di fare i vari Tadolini o Filippi .

  15. Scenda da bordo, cazzo! | punti di vista on 31 gennaio 2012 at 09:56

    [...] Del Bue non in nome dei reggiani                 Campioni d’informazione democratica [...]

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