Benvenuto in Punti di Vista

Se sei un utente registrato introduci ID e Password

Buon lavoro!

Login Utente
Non ricordi la tua password?

Castelnuovo di Garfagnana, capitale dell’illusionismo per un giorno

8 agosto 2011
By

Un problema di misura (dell'ego umano)

Sono fresco da lì, dolorante per le ferite all’amor proprio.

Ieri si compiva il giorno dell’illusionismo a Castelnuovo di Garfagnana, in alcune e diverse accezioni: la kermesse di maghi in piazza per i bambini, il festival della fotografia (quest’arte che trasforma la realtà in altra visione) ed infine il concorso dei portfolio dei fotografi, ovvero l’illusione di essere apprezzati dagli altri.

Come saggiamente ha detto il presidente dell’affiatato e organizzato circolo fotografico locale, si vince e si perde, quindi a fronte di pochi beati che continueranno a vivere nella dimensione della favola, tutti gli altri devono fare i conti con la disillusione, un processo duro da digerire.

Già la dovetti digerire nella precedente occasione, quella di qualche anno fa a San Felice, quando ne uscii con le ossa rotte, quasi cacciato dai giudicanti che mi chiedevan conto delle mie scialbe fotografie, e non mi buttai dal ponte del paese perché il fiume in secca mi avrebbe procurato ulteriore dolore.

C’è voluto tempo per superare quella fragilità e come sempre faccio, ritorno sui miei passi per ripetere gli stessi errori, prova matematica che la storia non ci insegna niente ma dimostra solo che siamo scemi (Claudio evita di puntualizzare, è una generalizzazione che non potrai mai capire, cavilloso come sei…).

Questa volta è stato diverso: ho avuto lodi sperticate sul mio lavoro, una piccola folla di astanti che si è coagulata al mio tavolo di lettura, addirittura ringraziamenti dal lettore storico ed ex presidente della FIAF per aver partecipato!

Una posizione quindi ancor più efficace per farmi male cadendo, com’è poi avvenuto quando alla premiazione il mio nome non è stato fatto. Uno dei due lettori mi aveva già anticipato durante la lettura della mattina che il mio lavoro era “troppo”, ovvero tre portfolii in uno, un’opera eccezionale, un lavoro che è una mostra ed anche un libro già pronti, quindi… ciccia!

Ora, mentre mi lecco le ferite e sto valutando ancora una volta di gettarmi dal ponte (forse monterò su quello del tinteggio che è circa di un metro e mezzo), mi dico: ma chi me l’ha fatto fare?

Dalla drammatica risposta a questa domanda traggo una sola speranza: rinascendo a nuova vita, vorrei incarnarmi in un salumiere, perché loro sì che sanno dare il giusto valore alla vita, con la matita appoggiata sull’orecchio.

Un ultimo pensiero: Martina, se mi leggi, ti ricordi quando l’anno scorso per criticar qualcosa delle tue bellissime foto dissero che erano “poche”?

 

Ah, dimenticavo, ha vinto un altro reggiano, Pietro Millenotti di Novellara, felicitazioni per lui, sincere.

L’ego ferito ancora non mi porta a considerare gli altri come causa del mio male.

 

19 Responses to Castelnuovo di Garfagnana, capitale dell’illusionismo per un giorno

  1. Roberto on 8 agosto 2011 at 15:30

    Complimenti per l’autoironia, la capacità di esprimere i sentimenti intimi con garbo e dissacrazione.
    Io forse mi sarei solo incavolato, anche perché nelle letture dei portfolio chiedono lavori organici e non la misura, neanche da regolamento.
    Alla prossima!

  2. Claudio on 8 agosto 2011 at 16:21

    Francamente non capisco cosa dovrei puntualizzare, te la suoni e te la canti, come si usa dire… :-P
    Curiosamente ieri ero anche io in Garfagnana, a seguire la corsa in salita Sillano-Ospedaletto, ho fatto foto anch’io e no, nessun portfolio, purtroppo!
    Se no avrei potuto allietare le tue tristi e noiose serate agostane.
    Ci penserò, la prossima volta.
    E mi porterò dietro anche la crema solare, con quel sole che andava e veniva fra le nuvole in alta quota oggi ho la faccia letteralmente viola.

    Si, la prossima volta, la storia insegna sempre, altro che storie!

  3. Alessia on 8 agosto 2011 at 17:02

    Io ho partecipato ad una sola lettura di Portfolio a San Felice…
    Prima lettura da parte di un ragazzo giovane: sono stata stroncata DI PESO :(
    Addirittura mi aveva detto che nelle mie foto la cosa grave è che non c’erano persone che,invece,sono FONDAMENTALI..ma chi l’ha detto?

    Seconda lettura, invece, da parte di un signore anziano, presidente o non ricordo…nome noto comunque che mi riempì di complimenti scaldandomi l’animo…

    Infine, nel pomeriggio, le mostrai al signor Bolondi che mi riempì anch’esso di incoraggiamenti:)

    Era un portfolio pieno di fuochi d’artificio con effetti molto particolari…
    con una linea conduttrice e titoli che spiegavano il tutto..
    un lavoro molto particolare e “psichedelico”…

    Mi piaceva l’idea che ognuno le potesse interpretare come voleva e potesse immaginarsi quello che voleva in quelle immagini…anzi era divertente vedere questo…

    Tu non eri ancora al circolo, ero andata là con Luciano che mi aveva accompagnata:)
    è stato nel 2006 + o – …
    Lo stesso anno avevo partecipato anche al Concorso fotografico, senza risultato OVVIAMENTE…

    Da allora ho partecipato solo al Concorso di Arceto, adesso ad un altro di Pomposa e FORSE vedrò se partecipare ad un altro o meno…
    Su quello di Pomposa usciranno i risultati a Settembre ma non sono molto fiduciosa, anzi…

    e ho anche capito, sin da subito, che i concorsi, etc. non fan per me;)

  4. Franca on 8 agosto 2011 at 19:39

    …e sì eh… la storia insegna: I concorsi non son fatti per i grandi!!!
    La tua spassosa autoironia mi ha regalato buonumore!
    Ciao Gianni, Buone Vacanze.

  5. Claudio on 8 agosto 2011 at 20:16

    M’è capitato di partecipare, in veste di spettatore-supporter, ad analoghi concorsi, non riferiti alla fotografia, bensì alla musica.

    Nel primo caso ho seguito una amica, collega di lavoro, a quello che una volta era un festival prestigioso, quello della canzone di Saint Vincent.
    Lei è davvero brava, ha una eccellente capacità di tenere la scena, di presentarsi sul palco e di cantare, con una bella voce. Di contro l’età, non è affatto giovanissima e questo la penalizza parecchio.
    Il festival è stato un mezzo scandalo, ha vinto un gruppo sconosciuto e che sicuramente non conoscerete mai, i Roccaforte, con una canzone cantata in uno stile che era una perfetta imitazione dei Nomadi o di altri gruppi anni ’70, con un testo di terrificante, misantropo squallore.
    Vado un po’ a memoria, ma sostanzialmente il cantante diceva che nel chiuso della sua stanza ritrovava sè stesso, che non aveva bisogno d’altro, “mi bastano solo i miei 20 metri quadri di libertà”.
    Allucinante, roba da mandarli in miniera nel Sulcis….

    Perché hanno vinto?
    Non si sa, anche se curiosamente i cantanti o gruppi meglio classificati erano proprio quelli che avevano commissionato i più costosi book e CD all’organizzatore del Festival.

    Un altro concorso musicale al quale ho assistito s’è tenuto il mese scorso a Quattro Castella, tre serate di selezione per scegliere i quattro gruppi da mandare in finale.
    In uno di questi gruppi, vincitore della prima serata, c’erano anche i due ragazzi delle mie figlie.
    Sono arrivati terzi, stavolta il gruppo vincente ha ottenuto quel risultato in modo ineccepibile, al massimo si potrebbe dire che i secondi erano un gruppo banalissimo, che scopiazzava qua e là Ligabue, Nomadi e Vasco Rossi ed avrebbe meritato al massimo un terzo posto, ma nessuno scandalo.
    Solo un fatto curioso: durante la finale uno del comitato organizzatore ha proposto al pubblico una vecchissima registrazione di un aspirante cantante degli anni ’60, invitando il pubblico ad indovinare chi fosse.
    La sua voce ricordava molto ma molto alla lontana Augusto Daolio e la qualità della registrazione era davvero pessima, di conseguenza nessuno a indovinato.
    Così l’anziano signore ci ha edotti svelando che si trattava nientepopodimenochè di Luigi Maramotti, che molto giovane si cimentava col canto.
    La morale è stata: date sfogo alle vostre passioni, impegnatevi, guardate cosa si può ottenere con la passione per la musica.
    M’ha fatto cadere le braccia….
    Non ho elementi per giudicare, ma se non fosse stato per papà Achille, temo che la musica sarebbe servita a poco!

    Qual è dunque il senso di questo lungo sproloquio?
    Il senso è che, secondo me, questi concorsi, per così dire “artistici”, sono troppo legati alla valutazione soggettiva e di conseguenza quasi mai equilibrati.
    Quasi sempre servono ad ingrassare la vanità personale dei promotori, quando non direttamente il portafoglio, molto spesso i vincitori sono già scritti a prescindere.

    Però c’è una cosa che questi promotori-marchettari non possono controllare, ed è quello che viene dopo.
    Se una persona, un fotografo, un cantante, un gruppo, un pittore, un poeta o uno scrittore ha davvero delle qualità, questi palcoscenici servono per farli conoscere ad altri, persone che non hanno interessi diretti nella manifestazione e di conseguenza più liberi di giudizio.

    Vincere quei concorsi serve a poco, quasi nulla, l’importante, in questi casi, è davvero proprio partecipare.

  6. Martina on 9 agosto 2011 at 01:02

    Ciao Gianni, intanto mi hai messo la curiosità di vedere questa tua opera eccezionale! Per quanto riguarda le letture dei portofoli sai come la penso, io ho preso tutto quello che mi hanno detto, ho buttato via le cose belle e mi sono tenuta le critiche.. e ti dirò che avevano ragione forse.. a parte questo non te la devi prendere.. io credo che la fotografia sia un arte e come tale deve essere trattata, ovvero come una produzione privata dell’animo di un artista che viene rielaborata da ogni individuo che la guarda in una maniera differente. Io che sono “fissata” sulla necessità che le mie foto vengano “capite”, ho capito a mia volta che non c’è un capire unitario, ma solo un capire personale. C’è invece chi non capisce niente e questa invece è un altra storia! :)

  7. Gianni on 9 agosto 2011 at 08:30

    Grazie a tutti gli amici che sono intervenuti e a quelli che mi hanno scritto in privato. Anche a quelli che scriveranno. Fuori dall’ironia, questi premi non hanno certo l’intenzione di stabilire un valore storico degli autori e la parte più interessante è forse quella che si svolge durante la lettura, dove chi è chiamato a commentare può arricchire le idee dell’autore. Quindi un plauso agli organizzatori e ai lettori che si prestano in una attività faticosa e non sempre gratificante.
    Detto questo, c’è un’altra parte relativa alle occasioni per mettersi in luce, che sembrano tante, ma in realtà passano da questi crocevia. E qui si consuma la tragedia: da una parte il mio animo dice di rifuggire da queste “corride”, dall’altra capisco che se voglio dare una chance alle mie foto un qualche passo, anche sgangherato devo tentarlo.
    E vengo alla Martina: carissima, quelle tue foto sono forse agli antipodi delle mie, poiché nascono da una idea e poi le realizzi costruendo una situazione, ma seppur lontane dal mio modo di fare fotografia riconosco tutto il loro ed il tuo valore, veramente eccezionale, sia d’intelligenza che di tecnica. Prodotti bellissimi e mozzafiato. Come hanno potuto usare il cavillo del “poche foto” (erano una dozzina!) per farle ricadere nell’oblio? Che seguito gli hai poi dato? Che accoglienza hanno poi avuto con il mio successivo intervento presso la redazione di FotoIt?
    Forse, e qui apro un ragionamento nuovo che esce dal disagio o dalla critica per provare ad essere propositivo, la FIAF dovrebbe provare a dedicare iniziative specifiche pensate alla presentazione dei propri autori verso il mondo dell’editoria, dell’arte, dei musei. Essere fotoamatori non è un limite ereditario o una patente di serie B, è un attestato di passione che può schiudere al meglio. Quindi, Martina, credo che un dovere della federazione fosse quello di metterti in nota, coltivarti e segnalarti, anziché dimenticarti. E’ giusto e meritorio che la FIAF si avvalga di buoni rapporti con i grandi fotografi, per fortuna!, ma lo deve fare non per celebrarli, ma per allevargli sotto i nuovi autori. In un qualche modo lo sta già facendo, ma forse occorre strutturare meglio questa intenzione.
    Ora torno sul ponte del tinteggio: affranto abbandono la fotografia e passo alla pittura, e con la mia sensibilità mi torna comoda la pennellessa!

  8. Pietro on 9 agosto 2011 at 09:43

    Sono uno degli organizzatori del Portfolio dell’Ariosto. Da parte nostra facciamo di tutto per organizzare al meglio l’iniziativa mettendo a disposizione lettori qualificati con idee anche molto diverse, per far si che tanti generi di fotografia possano essere considerati. E facendo di tutto perchè ognino possa avere gli appuntamenti con chi desidera.
    Direi a Claudio di moderare le parole, soprattutto di non generalizzare, la vanità personale dei promotori è la soddisfazione “ingrassata” dalla manifestazione ben riuscita, il portafoglio personale e sociale è invece è sempre dimagrito e i vincitori già scritti, beh, facile dirlo dall’esterno,da parte nostra non c’è ovviamente alcuna indicazione salvo limitare il numero dei vincitori, cui promettiamo di mettere in mostra i lavori e per questo serva spazio! Non credo che il qualunquismo serva, la dove ci sono dei problemi vanno denunciati ma fare di ogni erba un fascio è offensivo per chi si fa un mazzo così per creare qualcosa di fatto bene e in due parole di vede ridurre al rango di promotore-marchettaro. Provare per credere come diceva qualcuno. Poi come tutti i concorsi i risultati sono molto relativi, non possono avere pretese di classificazioni assolute, ci mancherebbe! La classifica è necessaria per gli ulteriori sviluppi ma l’importante sono gli incontri e i confronti che ciascuno fa. Anche con photo editor, riviste, gente del mondo fotografico professionale, anche se mi è sembrato di capire che lo spazio sia davvero esiguo e che soprattuto a livello economico sia un piangere. Credo che Martina colpisca nel segno quando dice “ho buttato via le cose belle e mi sono tenuta le critiche” c’è un pò il rischio del buonismo che limita le critiche, ricadendo nei giudizi stile siti internet, dove le foto sono quasi tutte belle. Ma anche i lettori sono persone e le critiche devono essere costruttive! Spero Gianni che ci ripensi e torni, non solo a Castelnuovo.

  9. Gianni on 9 agosto 2011 at 10:04

    Caro Pietro, grazie del tuo intervento. Mi scuso io per Claudio che non conoscendovi ha fatto una generalizzazione che proprio non vi rappresenta: ma l’avevo appena accusato di non capire le generalizzazioni, quindi è colpa mia.
    Colgo l’occasione del tuo intervento per parlare un po’ di più della vostra accoglienza, veramente famigliare. Anzitutto non fate pagare l’iscrizione e accettate tutti senza chiedere da dove vengono, poi avete seguito con tanti soci volontari tutti i momenti dell’iniziativa, compreso quelli faticosi dell’allestimento della cena oltre alle mostre, alla libreria… Infine io che sono venuto senza sapere niente di voi ho trovato una cortesia squisita nell’essere consigliato, dal cibo all’alloggio, con grande qualità e basso prezzo. Davvero siete encomiabili e le mie lamentele non sono certo rivolte a voi ma al mio ego da mammoletta. Ora, non voglio tornare sui miei ragionamenti, ma è facile che passato il livido mi ritorni voglia di correre, e senza dubbio lì da voi lo si fa in un bell’ambiente confortevole, che mi ha anche consentito di scambiare belle chiacchiere sia con i lettori a pranzo sia con i colleghi a cena, chiacchiere belle e costruttive. Un saluto anche a Stefania che, mascherata da organizzatrice, segretaria, cassiera, mamma preoccupata per la figlia a casa con la febbre, si è poi rivelata una brava fotografa. Complimenti sinceri.

  10. Claudio on 9 agosto 2011 at 13:57

    Grazie Gianni, ma sono perfettamente in grado di difendermi da solo.
    Anche perché credo non vi sia nulla da difendere.

    Mi si accusa di generalizzazione quando nel mio commento ho fatto riferimento a situazioni ben precise, che fra l’altro non riguardano eventi fotografici, se il sig. Pietro ha temuto che includessi anche lui nella categoria degli organizzatori in malafede si sbaglia e mi scuso se le mie parole possono aver generato questo equivoco, ma rimango convinto che quel che ho scritto fosse molto chiaro e non ci sia alcuna necessità di “moderare i termini” di una discussione civilissima.

    Credo altresì che sia difficile contestare il fatto che qualunque concorso attinente alla sfera artistica sia fortemente influenzato dai gusti e dalle impressioni del tutto personali dei membri della giuria, i quali a loro volta vengono scelti dagli organizzatori in base a conoscenze, disponibilità degli interessati, a volte disponibilità economica della organizzazione stessa, quando si tratta di chiamare personaggi di spicco o con lontana residenza.
    E’ pur vero che nella fotografia esistono anche alcuni parametri oggettivi, per così dire “tecnici”, di valutazione, ma quando il concorso si basa su partecipanti di un certo livello mi pare ovvio che assai difficilmente qualcuno vedrà il suo lavoro criticato per errori di parallasse o mossi o sfocature non volute.

    Per questo dico che chi organizza eventi di questo tipo è facilmente suscettibile a valutazioni strettamente personali, a volte legate ad amicizie dirette e nei casi più estremi, soprattutto quando i premi sono di alto livello e magari concreti dal punto di vista economico, possono entrare in ballo meccanismi di difficile controllo, tanto più quando il giudizio si trincera dietro ad una valutazione di merito prettamente artistica.

    Di conseguenza, consigliavo a Gianni di non affliggersi se il suo lavoro non viene riconosciuto dalla giuria, si tratta di un giudizio soggettivo di alcune persone che potrebbero non apprezzare l’opera per motivi che vanno a volte anche oltre il semplice giudizio personale.
    Quello che è importante è che ci sia un pubblico più o meno vasto in grado di vedere ed apprezzare le sue opere.
    Era, il mio, dunque un invito a continuare a partecipare a queste manifestazioni, non affliggersi in caso i risultati non siano quelli desiderati, non sono di certo una medaglietta o una targa in più a fare un buon fotografo, ma l’esperienza e la condivisione con altri delle proprie esperienze.

    Guardando la cosa dall’altro punto di vista, quello della organizzazione, so molto bene cosa significhi, quanto impegno e quanta passione siano necessari, so bene che l’unica cosa che si “ingrassa” è solo la propria soddisfazione personale per una manifestazione ben riuscita, ma purtroppo questo nobilissimo principio decresce mano a mano che l’importanza dell’evento aumenta, mano a mano che non ci si affida più all’entusiasmo volontario, ma a strutture organizzate con personale a pagamento e che magari hanno pure un budget da fare quadrare.
    I concorsi non sono mica tutti uguali!

    Nei due casi che ho descritto, il concorso più a basso livello è stato anche quello più oggettivo, più imparziale, mi ha solo sorpreso un po’ il fatto che uno degli organizzatori si sia vantato delle sue amicizie, per così dire, altolocate.
    Nell’altro concorso, però, ben più rilevante per i suoi interessi economici, le distorsioni sono state evidenti e la scelta dei vincitori decisa a tavolino.
    Forse quella era solo “banale” musica, mentre nei concorsi di fotografia vincono sempre e solo i migliori?
    Può essere, forse la fotografia è ancora una “riserva indiana”, al riparo dalla corruzione ed al degrado di una società in evidente decadenza, nel qual caso non mi resta che prendere il buon esempio e farne tesoro.

  11. Pietro on 10 agosto 2011 at 16:45

    Claudio, mi ritrovo perfettamente nelle tue parole. I rischi di pastette possono esserci certamente e più è alta la posta in palio più sono possibili. Sta molto nella serietà dei lettori, a livello singolo e a livello di gruppo. E’ capitato di giurie battagliate per non adeguarsi a volontà in qualche modo sospette. Non essendoci citeri assoluti di giudizio conta molto il giudizio personale e legami,collaborazioni ecc. possono far salire qualche lavoro. Io tenevo a lasciare fuori da questo gli organizzatori,che mai hanno anche solo pensato di condizionare i risultati e nella scelta dei lettori hanno cercato di creare compagini non facilmente orientabili, in qualche modo equilibrate per personalità e idee.Ringrazio Gianni per il dibattito che ha generato e che testimonia di un ambiente vivace ed attivo dove non per nulla nascono poi meritorie opere.

  12. Gianni on 10 agosto 2011 at 17:21

    Caro Pietro e caro Claudio, pur sapendo che il condizionamento della giuria è un fatto vecchio come il mondo, io di default evito di pensarci, come evito di pensare alle corna e alle bugie. Quando si partecipa condividendo qualcosa, che sia un matrimonio o che sia un concorso, è buona regola avere fiducia, altrimenti ci si ammala.
    Quindi, se devo pensare ad un condizionamento della giuria lo penso eventualmente come meccanismo interno incrociato fra i giudici che porta a trovare convergenze in lavori su cui nessuno ha investito la propria preferenza con determinazione. Un processo decisionale condizionato dalle virgole che porta a scegliere un lavoro più “internazionale” piuttosto che uno a forte inclinazione.
    Non è comunque il caso del vincitore di questa rassegna di Castelnuovo, nella quale Millenotti ha presentato un lavoro iscritto in una sua metodologia di ricerca che sta producendo una connotazione stilistica pregevole.
    Grazie Pietro per aver capito che non è mia intenzione criticare il vostro lavoro, semmai encomiarlo.
    Mi piace condividere i miei stati d’animo e tutte le volte che ricevo uno stop in ambito fotografico anziché nasconderlo lo narro con un po’ di autoironia, mi serve per relativizzare ma anche per parlar di cose che spesso non appartengono ad un dibattito per pudore personale.
    A titolo di esempio vi rimando a due vecchi post:
    http://www.giannimarconi.com/?p=64
    http://www.giannimarconi.com/?p=433
    :-)

  13. riccardo on 29 agosto 2011 at 10:08

    Caro Gianni, Maestro Marconi, il tuo lavoro ti piace, sei soddisfatto? Se si hai raggiunto l’obbiettivo principale. Insinuarsi nei gusti altrui è difficile e complesso e non sempre i giudizi corrispondono alla reale qualità del giudicato. Lo si sa fina dalla scuola, lo si sa sul lavoro. Sono contento che questo mancato inserimento nelle opere vincitrici, non l’abbia preso con stizza. La signorilità, l’autoironia e il non prendersi troppo sul serio, sono indicatori di una intelligenza vivace.
    Il valore delle iniziative come quelle alla quale tu hai partecipato, mettendoti in gioco e dimostrando coraggio, è quello principalmente, che fai notare anche tu, di divulgazione di ambiti che spesso rimarrebbero in ombra.
    In tutti i casi, quindi, complimenti sia a te che agli organizzatori.

  14. Laura Sassi on 5 settembre 2011 at 17:53

    Carissimo Gianni, cosa ‘complessa’ giudicare lavori fotografici!!! Quando ci si confronta e ci si mette in gioco con il proprio lavoro si sa bene che le persone chiamate al giudizio, guardano, osservano il lavoro e scelgono, non in funzione di regole scritte (impossibile), ma scelgono con la loro esperienza, con la loro cultura, e purtroppo in alcuni casi con il loro gusto personale; ciò non significa affatto che scelgano sempre ciò che in assoluto è il meglio, anche perchè in assoluto il meglio cos’è?? Conosco i tuoi lavori, sono senz’altro lavori di altissimo livello dai quali traspare un tuo stile e una poetica che cattura lo sguardo e proprio per ciò che ti dico continua a confrontarti (non buttarti dai ponti) è il miglior modo per crescere. Ciao carissimo e buona fotografia!!!

  15. Gianni on 5 settembre 2011 at 21:19

    Cara Laura, grazie di essere intervenuta, mi scalda il cuore la tua amicizia.
    Logicamente hai ragione in quel che dici e usi anche la giusta domanda per ricordare che quel che stiam facendo non è valutabile con strumenti oggettivi come può esserlo un esame a quiz per la patente. Men che meno il giudizio di “migliore” può essere assoluto se proviene da una giuria eterogenea che non ha un manifesto d’intenti da raggiungere o preservare e quindi può far valere a volte una priorità tecnica, altre volte espressiva, altre volte stilistica…
    Sarebbe bello poter dire che poi comunque giustizia verrà fatta dalla storia, ma così purtroppo non sarà, perché prima bisogna passare dal filtro della notorietà e lì siam davvero in troppi per pensare che il filtro funzioni.
    Comunque, al di là della premiazione finale, questa volta ho capito che il lavoro che ho portato ha impressionato i lettori ed il pubblico che si era assembrato, questo è il vero riscontro che devo portare a casa della giornata e di questo devo essere grato alla Fiaf e al circolo di Castelnuovo di Garfagnana per l’opportunità che offrono a tutti di confrontarsi, se non ci fossero saremmo tutti più persi.
    Per quanto riguarda i ponti, difficilmente arriverò a buttarmici… non ho ancora trovato quello che per altezza e portata d’acqua mi consenta un tuffo rigenerante e senza pericoli!

  16. Claudio on 6 settembre 2011 at 10:50

    E poi, soprattutto, non sai nuotare.

  17. Gianni on 6 settembre 2011 at 15:16

    ;-P

  18. Gianni on 15 settembre 2011 at 14:22

    Ciao Grazia, benvenuta come partecipante del blog.
    Ti ringrazio per le parole di incoraggiamento, in effetti bisogna essere molto sportivi per partecipare a valutazioni con classifica finale e forse il segreto della mia amarezza è proprio questo, non ho mai fatto sport.
    Temo proprio, Grazia, che queste occasioni siano per me dei momenti molto delicati in cui sono molto combattuto. Li cerco per testare il riflesso sulla gente di ciò che faccio, ma poi il giudizio mi inquieta.
    Comunque sia, questa volta ho avuto vivido il riscontro della gente, sia per lo stupore che hanno dimostrato i lettori, sia per l’affollarsi spontaneo di pubblico al mio tavolo.
    Questo è forse il vero valore della giornata, e da qui devo ripartire per decidermi a fare meno la mammoletta e riprovare a far vedere quel lavoro, che sento molto importante, magari smettendo ambiti competitivi.
    Vediamo.

  19. [...] Dicevo all’inizio che, turbato da tante prescrizioni, sono andato a casa e lì ho visto FotoIt che pubblicava le fotografie vincitrici del Portfolio Italia 2011, ovvero il vincitore finale di tutte le gare locali alle quali hanno partecipato centinaia di fotografi. Quella manifestazione che diede un duro colpo alla mia autostima, come riportato nel precedente post di agosto LINK. [...]



Blog Fotografico